Viaggio sci in Giappone: l’isola di Hokkaido

Molti di voi già lo conoscono, alcuni ci sono stati, tanti ne parlano e in troppi ci vorrebbero andare!

Sto parlando di Hokkaido, un’isola del Giappone all’estremo Nord. L’isola si trova quasi al confine con la Siberia e negli anni è diventata la Mecca della powder. Grazie alle correnti siberiane che portano freddo e neve, infatti, su quest’isola nei mesi di gennaio e febbraio nevica moltissimo.

Io sono stata l’ultima settima di gennaio con Andrea e il nostro amico  e collega Pascal, che oltre ad essere maestro di sci è anche guida alpina.

In quest’articolo provo a rispondere ad alcune curiosità e domande riguardo al nostro breve ma intenso viaggio e ad illustrarvi il nostro itinerario.

Giorno 1: visita a Tokyo

Non essendo mai stata in Giappone, ho deciso per un volo fino a Tokyo per approfittare del pomeriggio a visitare la città.

In un pomeriggio non siamo riusciti a fare molto, ma l’obbiettivo era un giro sui GoKart per la città e avendoli organizzati precedentemente dalla Svizzera ci siamo riusciti. Tre ore di tour travestiti da cartoni animati.

Street Kart a Tokyo

La sera siamo andati a cena nel ristorante che ha ispirato Quentin Tarantino per la battaglia nel film Kill Bill, Gonpachi.

Giorno 2: Niseko night ski

Il giorno successivo con un breve volo di circa 1 ora siamo poi volati a Sapporo, capoluogo della prefettura di Hokkaido.  Li abbiamo incontrato il nostro amico Pascal.

Nell’isola ci si sposta in auto e pertanto abbiamo deciso di affittare un camper tramite Arigato Campervan. In realtà è stato come essere in una macchina un po’ più grande, in quanto il bagno non funzionava e non avevamo nemmeno l’acqua. Ecco perché la sera ci siamo parcheggiati nei parcheggi dei supermercati per essere più comodi. In ogni caso, entrando con dei piatti sporchi nei 7Eleven, nessuno ha battuto ciglio.

Il nostro mezzo

In marcia subito verso Niseko, il villaggio più battuto di tutta l’isola. Ogni sera a Niseko (e anche in altre locations) è possibile sciare fino a tardi con alcune delle piste illuminate. Primo impatto con la powder giapponese positivo. Sarà che non vedevo niente, ma sono andata fortissimo.

Giorno 3: freeride a Niseko

Il giorno successivo lo abbiamo trascorso sigli impianti a Niseko. Un nostro ex collega della scuola sci, Bjorn, vive li da anni e pertanto ci siamo fatti guidare da lui per del freeride.

La parte più bella della giornata è stata sicuramente mettere gli sci in spalla e salire a piedi sul vulcano, per poi scendere sul versante opposto.

La parte peggiore? Perdere la GoPro sotto tre metri di Powder.

Torneremo in estate a cercarla!

Al nostro rientro siamo andati in un On-Sen a Niseko, i cosiddetti bagni giapponesi. Vale decisamente la pena fare questa esperienza e leggere qualcosa a riguardo questa tradizione giapponese.

Un’altra cosa che vi consiglio è poi un whiskey giapponese nel cosiddetto Fridge Bar. La leggenda narra che il propritario abbia lanciato il figo in strada in un momento in cui il bar non era frequentato e da quel giorno il frigorifero sia diventata la sua porta d’ingresso.

Il Fridge Bar

Giorno 4: scialpinismo sul Mt. Shibetsu

Iniziamo con un itinerario semplice, a circa una mezz’ora da Niseko ma con neve bellissima. Su questo vulcano si arriva dopo circa 500mt di dislivello attraversando un bosco incantato. Non pensiamo di arrivare in cima viste le condizioni meteo piuttosto ventose, e invece… porto a casa una cima raggiunta e un naso congelato!

Che soddisfazione!

In cima al Mt. Shiribetsu

Reminder per chi stesse programmando un viaggio in Giappone: coprirsi la faccia, usare dei buoni guanti e avere una maschera con una buona lente.  Per la salita ho utilizzato dei guanti in pelle Snowlife – sono molto freddolosa – che trovate qui, mentre per la discesa i miei guanti da powder Snowlife sono stati imbattibili.

La maschera che ho scelto di portare in Giappone invece è invece una Happypowder, una bella lente e con il fitting giusto per il mio casco Shred.

Giorno 5: freeride a Rusutsu

Oggi rimaniamo in zona e andiamo a sciare a Rusutsu, il secondo resort per importanza nella zona di Sapporo. Personalmente mi è piacuto molto più che Niseko: c’erano meno persone e pertanto anche la neve non era già tutta “sciata”.

Siete sicuri?

Sciamo fino alle 13 e poi andiamo a caccia di souvenir al Rusutsu Resort & Convention Center, un posto davvero poco di montagna e alla pari di alcuni posti a Las Vegas e dintorni. L’obbiettivo è restare in forma per l’escursione del giorno seguente sul monte Yotei.

Consiglio questo resort per le famiglie con bambini, in quanto è un vero e proprio villaggio di divertimento. Ci sono svariati negozi, bar e ristoranti, sale giochi, un’area bambini con anche delle vere renne a cui dare da mangiare, la scuola sci, una palestra di arrampicata, le montagne russe, la piscina… e sicuramente qualsiasi altra cosa che vi venga in mente mentre pensate a cosa dovrebbe avere il vostro albergo dei sogni.

Cena al ristorante Izakaya Tanpopo, il miglior ristorante di tutta la vacanza.

Giorno 6: il Monte Yotei

Bisogna essere fortunati per salire in cima a questo vulcano, dicono i locali. A volte la meteo non lo permette, a volte si è accompagnati da persone che non ce la fanno (tipo me, ma io sono tornata indietro). Pascal e Andrea ci sono riusciti e anche in una giornata soleggiata.

Pascal e Andrea in cima al Mt. Yotei

Si tratta di un’escursione di circa 1000mt di dislivello. Si parte dall’ingresso del Parco Nazionale, si attraversa un magico bosco di betulle e si arriva quasi in cima dove finiscono gli alberi. Molte persone, me inclusa, finiscono qui l’escursione perchè nel tratto successivo è necessaria ottima condizione fisica, resistenza alle interperie e rampanti o ramponi.

Si fa tardi e decido di lasciare andare avanti Pascal e Andrea per non metterli in difficoltà. E poi, anche un po’ perchè me la faccio sotto, ma non ditelo a nessuno.

Dalle foto e dai racconti deve essere stata un’esperienza imperdibile, ma lo è stata anche la mia. Sono scesa in solitaria e dalla parte opposta per trovare una zona poco battuta e sono praticamente atterrata a fianco ad un tempio giapponese che poi ho visitato.

Ritorno al camper a piedi con gli sci in spalla per 6-7km, ma va bene… sono una trail runner.

Tempo per una cena a base di carne Waygu a Sapporo e dopo due ore di sonno siamo già sul volo di rientro.

Che spettacolo!

Io e la Japow

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