Un nuovo modo (per me) di viaggiare: alla scoperta di Ascona e dintorni

Quando arrivo in un posto nuovo la prima cosa che faccio è cercare di scoprire cosa ci sia da fare e da vedere. E’ un gesto istintivo, spesso ai limiti del razionale: trascino infatti tutte le persone che mi accompagnano in ore e ore di escursioni finendo per perdermi da qualche parte e facendo il doppio dei chilometri stabiliti.

Chiunque cerchi di dissuadermi non conosce l’emozione di visitare dei posti nuovi.

Così lo scorso lunedì sono arrivata con la mia famiglia ad Ascona, in Ticino. La zona è molto ben organizzata e tutto sembra pensato per le famiglie.

Siamo arrivati nel pomeriggio e durante il check in all’Albergo Losone, subito una bellissima sorpresa: junior suite con vista sul golf. Entrati in camera, Sofie ci resta di sasso! Un’euforia totale nel trovare una splendida casetta di legno tutta per lei (con tanto di letto, soppalco, porta e finestre), all’interno della nostra camera. Data l’ora approfittiamo un po’ della bellissima piscina riscaldata. Per far ambientare Sofie la visita alla fattoria dell’albergo e al mini-club sono bastate, anche se la cena stellata presso il ristorante dell’albergo è stata sicuramente la cosa che l’ha convinta definitivamente. Stanchi e soddisfatti, ci siamo addormentati pronti per i nostri tre giorni alla scoperta del sopraceneri per un progetto di Coop Hello Family in collaborazione con Svizzera Turismo.

Primo giorno: escursione a Cardada

“Non mi chiedo mai dove stia andando. Parto e basta, lasciandomi stupire lentamente da ciò che vedo”.

Arrivati ad Orselina, a pochi chilometri da Ascona, siamo saliti con la funivia di Cardada per il primo tratto per poi proseguire con la seggiovia fino all’osservatorio geologico di Cimetta, dal quale si gode di un panorama a 360 gradi sulle montagne circostanti.

In alto cerco con gli occhi un piccolo trekking facilmente percorribile con una figlia di 16kg in spalla. Ed ecco che avvisto una croce. “Dai saliamo su alla croce?”. E così in meno di un’ora ci siamo trovati ancora una volta con il mondo ai nostri piedi e un’altra piccola vetta conquistata: cima della Trosa, 1869 mslm. Quanto è metaforica e bella la montagna!

La discesa fino al Ristorante Cardada è facile e panoramica. Tempo per un pranzo veloce, per due salti al parco giochi e rientriamo per un pomeriggio in piscina. Siamo esausti. Sofie in spalla incomincia a pesare e il caldo non aiuta.

Speriamo che cresca in fretta per riuscire a fare presto delle salite un po’ più impegnative!

Il resto della giornata è dedicata alla SPA dell’albergo, il Tepidarium, un po’ di mini-club e ad un bel gelato sul lungo lago. Ad Ascona ci siamo arrivati pedalando per cinque minuti. L’albergo ha infatti messo a disposizione degli ospiti delle biciclette con carrello o seggiolino per potare anche i più piccoli.

Secondo giorno: trekking con i lama

Se ti addentri nelle Centovalli scopri un ventaglio di paesaggi prealpini splendidi. Dal comune di Verdasio parte la funivia che va al Monte Comino, che ospita l’omonimo rifugio.

Una manciata di rustici, chilometri e chilometri di sentieri a poco più di 1000 metri di altitudine e poi ci sono loro: Marisa e Jean-Pierre Bäschlin e i collaboratori di Lama Trekking Ticino.

Pochi minuti per le presentazioni e subito arriva Gioia, un grande bovaro svizzero bellissimo e altrettanto diligente, tanto da essere lei a fermare i lama di cui abbiamo bisogno per macinare ancora un po’ di chilometri. Proprio quello che ci voleva, penso. Ora non solo devo camminare, devo pure portare un lama. Scopro dopo di essermi estremamente divertita ed affezionata a questa “famiglia” di allevatori e di sentirmi a casa anche qui.

Lami e Cornelio che viene dall’Emmental sono i lama che conduciamo in un punto panoramico per un paio di foto prima della discesa. Attraversiamo un bosco rinfrescante e dopo circa un’oretta ci ritroviamo di nuovo alla base. 

Ad accoglierci di nuovo Marisa, con birra e gazzosa ticinesi da produzione biologica. Perché loro oltre che offrire trekking con questi splendidi animali sono anche azienda biologica.

“Ho preparato dell’insalata di patate. Ti va bene?”, urla Marisa al marito dal balcone. “Più che bene”, risponde gioioso Jean-Pierre alla moglie. Che cosa meravigliosa volersi così bene! Scopro solo dopo dal sito internet di Lama Trekking che Marisa e Jean-Pierre hanno quattro figli.

Ci invitano per il pranzo, ma noi rifiutiamo gentilmente e così ci lasciano in terrazza a sorseggiare le nostre bibite. De André intona “Bocca di rosa” da Spotify e il sentire quelle note uscire da una cassa wireless di ultima generazione mi fa abbastanza sorridere…

Che bella la tecnologia, se usata nel modo giusto!

Dopo un pranzo veloce discendiamo a valle in funivia, Sofie deve fare il riposino.

La serata è dedicata ad un allenamento in piscina con un’amica che abita ad Ascona. Struttura eccezionale il Lido di Locarno. Mi viene voglia di trasferirmi lì solo per la piscina.

Terzo giorno: isole di Brissago e Parco Botanico

Fino ad ora siamo stati fortunati con il tempo e quindi approfittiamo di questa giornata di pioggerellina per far visita al giardino botanico delle Isole di Brissago.

Prendiamo il battello da Ascona e dopo circa 15 minuti di navigazione arriviamo su una delle isole pronti a fare il giro del mondo. Sì, perché nel parco botanico delle Isole di Brissago sono coltivate circa 2000 specie di piante provenienti dalle principali aree a clima mediterraneo (bacino mediterraneo, Cile, Sud Africa, SO Australia e California) e dalle aree a clima subtropicale umido (in particolare dall’Asia, ma anche America e Oceania). La pioggia non ci permette di godere appieno di questo spettacolo della natura e così anticipiamo il pranzo sull’isola presso la storica Villa Emden, avvolta nel silenzio e nella pace della natura.

E’ davvero un peccato non poter osservare i fiori nel momento della loro massima bellezza!

Sempre con la pioggia rientriamo in albergo per trascorrere il nostro ultimo giorno in relax.

Epilogo 

Devo ammettere che fossi stata da sola mi sarei avventurata zaino in spalla nel posto più remoto del mondo. Perché che viaggio è se non fai tre giorni di viaggio, quattro scali e altrettanti pernottamenti per arrivarci?

E invece a trent’anni sono qui, ad Ascona, con la mia famiglia a poche ore di macchina da “casa”.

Perché ogni tanto è bello stare insieme senza andare il più lontano possibile. A volte abbiamo bisogno di un viaggio diverso. 

Questo viaggio è stato per me una scoperta del mio territorio, di luoghi dietro l’angolo che non sapevo esistessero, di sguardi, esperienze, risate e momenti sportivi con la mia famiglia.

Più che un viaggio in sé è stato un viaggio dentro a me stessa condito con attività entusiasmanti da fare nel Locarnese (e non ne abbiamo fatte che una minima parte!). E per ritrovarci abbiamo bisogno di ritrovare il contatto con ciò che ci è già famigliare.

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