Triathlon Locarno: un altro amore

Oggi vi racconto di un amore a prima vista. Avete presente quando ti fa male lo stomaco e inizi a balbettare davanti a qualcuno che ti piace? Ecco, così per me è stato l’arrivo al triathlon di Locarno lo scorso sabato (soprattutto perché a parte l’amore, ho nuotato senza muta!). 

Premetto che ho fatto equitazione fino all’età di 16 anni. L’equitazione era la mia vita e più volte nel corso della mia carriera agonistica sono stata messa a dura prova. L’infortunio del mio cavallo mi ha costretto a fermarmi. L’equitazione ha accompagnato la mia infanzia e la mia adolescenza. Il dovervi rinunciare ha creato in me un vuoto incolmabile.

La mia anima ha vagabondato per molto alla ricerca di qualcosa che potesse di nuovo emozionarmi. Qualcosa che potesse di nuovo farmi innamorare.

E poi ho fatto il mio primo triathlon. 

E mi sono innamorata. 

Locarno Mini Tri 

E’ iniziato tutto per gioco. All’inizio una scommessa, poi una gara di prova a St. Moritz un mese fa dopo qualche mese di allenamento. 

E così lo scorso sabato mi sono ritrovata a competere per la ventitreesima edizione del Triathlon di Locarno

La mia forza è stata quella di essere una runner e soprattutto quella di essere stata aiutata da vari professionisti delle tre discipline durante l’allenamento. 

Una gara preparata in pochissimo tempo, meno di tre mesi. Pochissimo soprattutto per me che mi affacciavo al nuoto per la prima volta nella mia vita.

La gara

Ho corso la gara più breve, il “mini tri”: 500 metri di nuoto, 20km di bici e 5km di corsa che partiva il giorno prima della “Open”, lunga la metà e aperta a tutte le donne che volessero partecipare.

Parto lentamente, prendendomela con calma e attraverso il lido di Locarno a nuoto lentamente ma con determinazione. Ogni tanto alzo la testa e vedo incredula di essere persino riuscita a superare qualche persona. Io, a nuoto. 

Ho sorriso tanto. Soprattutto alla partenza a batteria. Quando la ragazza in coppia con me era una ex atleta di nuoto sincronizzato. 

“Occhio che si aggrappa!” – urlavano i miei amici 

E’ stato solo quando incredula sono uscita dall’acqua, che ho acceso il motore. Fino a quel momento sono stata concentrata solo su una cosa: fare 500 metri senza fermarmi. Ho nuotato senza muta. L’acqua era fredda, solo in fondo negli ultimi 100 metri si è scaldata un po’. Uscita dall’acqua, un primo traguardo.

“l’ho fatta tutta in un colpo” – penso.

Sono entrata in zona cambio e non mi sono mai sentita così in forma. Il più in fretta possibile recupero casco e bici e parto per i prossimi 20km. 

Non metto le scarpe sui pedali per paura di farmi male – ai cambi c’è molto da migliorare – e chiudo la mia frazione di bici in 41,00 minuti; un tempo per me davvero accettabile considerato il fatto di essermi allenata veramente poco in bicicletta. 

Mi sorpassano alcuni uomini poco prima dell’ultima zona cambio.

Ma hanno le e-bike? 

Terminata la parte in bici riesco a dare il meglio di me nella corsa e a concludere 5km in 22 minuti, passando da un’uscita dall’acqua a 47esima per terminare in 27esima di categoria (con un decimo tempo nella corsa). 

La forza delle donne

Mi sono sentita parte di una comunità di donne al Triathlon Locarno. Di donne sportive, madri, lavoratrici. Tante cose ci univano. Tutte eravamo determinate verso un obbiettivo: Il Mini Triathlon. Eravamo davvero tantissime. Quasi la metà. Un record!

L’essere donna va molto oltre la propria presenza fisica e risiede nella caparbietà che ci fa andare a prendere i sogni che ci aspettano. A Locarno ho visto cosa vuol dire essere fiere di essere donne. Siamo andate tutte a prenderci un sogno. Magari con obbiettivi diversi, ma l’abbiamo fatto tutte assieme. 

Arrivederci all’anno prossimo!

 

 

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