Trekking in Himalaya: i laghi di Gokyo

Il paesaggio in Nepal è dominato dall’Himalaya con le vette più alte del mondo. Queste vette hanno nel tempo incarnato i più alti ideali e aspirazioni e così anche noi amanti della montagna siamo partiti alla scoperta.

Dopo la prima spedizione sul Monte Everest nel 1953, la catena dell’Himalaya è diventata più accessibile a tutti gli amanti del trekking in montagna.

Dove, quando, come?

I mesi migliori per fare trekking in Nepal sono Aprile/Maggio o Ottobre/Novembre. La piccola cittadina degli Sherpa conosciuta come Namche Bazaar, è il punto di partenza per le spedizioni al campo base dell’Everest e anche per il trekking ai laghi di Gokyo e percorsi meno gettonati ma altrettanto belli.

Per arrivare a Namche Bazaar puoi volare fino a Lukla come abbiamo fatto noi (successivamente avrai ancora due giorni di cammino), oppure partire direttamente da Kathmandu in autobus e seguire il vecchio percorso per le spedizioni al campo base dell’Everest. 

Dopo Namche Bazar, per dirigersi verso i laghi di Gokyo bisogna girare a sinistra. La folla svanisce subito e si rimane da soli davanti all’immensità. Dopo una ripida salita fino a Mongla, verrai ricompensato da una vista a 360 gradi sulle cime circostanti. La discesa è facile fino a Phortse Tenga, villaggio nascosto in riva al Dudh Kosi. Il trekking prosegue attraversando delle foreste di rododendri giganti, alberi centenari e muschi che danno al paesaggio un’aria fiabesca, quasi irreale, e perfetta per incontri con la vita selvaggia. Il sentiero si avventura poi su per gli alpeggi dove pascolano gli yak, fino ad arrivare alla morena del ghiacciaio Ngozumpa, lungo 17 chilometri.

L’arrivo a Gokyo

Dopo aver passato il primo e il secondo lago, arriverai finalmente a Gokyo, piccolo villaggio situato ai piedi del terzo lago.

A seconda dell’ora d’arrivo e di quanto ti sentirai in forma, puoi ripartire già nel pomeriggio per ammirare il tramonto sulle montagne dal Gokyo Ri. (5357 mt). La salita è ripida e seminata di pietre, l’altitudine si fa sentire a ogni passo. Davanti appaiono nel campo visivo il chorten e le bandiere di preghiera mosse dal vento che annunciano l’arrivo.

Il sole inizia a tramontare, colorando le montagne di sfumature rosa e viola e inghiottendo a poco a poco il giorno per lasciare posto al blu della notte. Metro più metro meno, sono quasi due ore che saliamo, ma ho l’impressione che la scalata sia durata mille anni. Finalmente, l’arrivo e il panorama. Le cime più alte della Terra ti si aprono davanti ai nostri occhi: Makalu, Lhotse, Everest… sgargianti tinte di rosso e rosa dagli ultimi raggi del sole, prima di venir inghiottite dalla notte.

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