Trail run alta valtellina: la prima gara con mia figlia

Il Trail Run Alta Valtellina è una giornata di sport e divertimento nella natura incontaminata della Val Viola.

In scena, oltre alla distanza trail run anche la camminata non competitiva, la ShortRun e la Mini TrailRun per i più piccoli.

La mia Trail Run 

Sono partita  alle 9:15 del mattino dal comune di Arnoga in una giornata nuvolosa. Il percorso presentava moltissimi saliscendi su 710 metri di dislivello positivo. Un dislivello accettabile per molti e con poche difficoltà tecniche. 

Non parto avanti. Ho la convinzione che ci saranno moltissime avversarie forti, quindi forse un po’ scoraggiandomi mi posiziono più o meno a metà. La verità è che non conoscendo il percorso non so quanto correre e che strategia attuare. 

Il primo tratto è una sentiero largo in un bellissimo bosco di pini.

Che caldo!

In realtà ci sono meno di quindici gradi, credo. Qualche chilometro e subito la prima salita. La neve si sta sciogliendo e dovendo superare i 2000 metri di altitudine, i ruscelli in piena da attraversare non sono pochi.

Cerco di non  bagnarmi i piedi. Il mio tentativo dura qualche chilometro. Mi stanco di fare l’equilibrista sui sassi e inizio a metterci dentro i piedi con fare deciso. 

Ecco la prima salita. Supero qualche ragazza. Improvvisamente ci troviamo in un prato grandissimo ai piedi di una montagna innevata. Mi fermo per una foto. Una delle ragazze che ho superato mi raggiunge. Maledetta la mia passione per la fotografia. 

Al primo ristoro mi fermo con calma, senza strafare: ho ancora 15 chilometri davanti ed in montagna non sono pochi. Incomincia a piovere. 

Passo corto e costante. Dopo qualche saliscendi incomincia la vera salita prima del rifugio Viola. Man mano che saliamo la neve. Correre sulla neve con i piedi fradici non è l’ideale. Metto spavalda un piede in una pozza di fango e mi ritrovo dentro fino al ginocchio. Ne esco in qualche modo e continuo. 

Rifugio Viola. Riprendo chi mi ha superato e scendo decisa lasciando andare le gambe. Mi fido delle mie scarpe. 

Finisce la discesa e le gambe sono dure, i quadricipiti bruciano. Primavera. Passo l’ultimo tratto di neve e avvisto qualche bucaneve. Bello!

Fatica e bellezza

Per ventuno chilometri di scenari incantevoli, tra boschi, prati e montagne ancora innevate ho cercato di fare del mio meglio. Devo ammettere che la discesa tecnica finale ha infastidito le mie ginocchia e i traversi fangosi mi hanno rallentato. 

Il tutto è stato però ripagato da una natura incontaminata, un’organizzazione eccellente e dalla magia di scoprire un nuovo posto. 

Che bella la val Viola! Devo venire in bici!

Un ragazzo con una bicicletta mi segue e mi fa un servizio fotografico ad hoc. Però, grazie! 

L’arrivo è in salita. Un massacro. All’arrivo Sofie che mi corre incontro, mentre il ragazzo con la bici ci fa ancora delle foto. 

Mi chiedono il numero di pettorale. Vista la pioggia e le condizioni avverse ogni concorrente arriva con il pettorale a brandelli e viene fatto tutto manualmente. 

“101”. E intanto penso. Mentre io correvo verso il rifugio Viola, la mia migliore amica teneva in braccio per il primo giorno sua figlia e Sofie ha corso il suo primo trail. Sofie è arrivata prima. E abbiamo anche vinto un trofeo. 

#firstracefirstplace

Non so se sia stata la paura dello scoiattolo di peluche alto oltre due metri a farla correre così veloce oppure qualcos’altro. Quello che so è che oggi è un giorno da ricordare. Il primo trail di mia figlia. Il primo giorno in cui abbiamo corso insieme sulla stessa montagna e alla stessa ora. 

È una grande soddisfazione vedere la propria figlia competere in una piccola gara e raggiungere il suo primo traguardo.  Chissà se le trasmetterò la mia stessa passione!

Leggi anche AMALFI POSITANO ULTRA TRAIL: tra sport e natura meravigliosa! 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *