Perchè andare dal nutrizionista?

“Non una dieta, ma uno stile di vita. Non per lui, ma per me. Non per un giorno, ma tutti i giorni. Non per sentirmi bene in un vestito, ma per sentirmi bene nel mio corpo. Non per la spiaggia, ma per la mente. Non per una competizione, ma per LA competizione che ho creato per me, da me, per diventare una versione migliore di me. Ogni singolo giorno”.

Non scegliere una “dieta” ma uno stile di vita

Il mio percorso ormai lo conoscete. Non ho mai avuto grossi problemi con la bilancia. Il fatto era che non mi trovavo bene con me stessa. Scaricavo tutta la tensione sullo sport, tanto da aver esagerato con l’attività fisica. L’esagerazione ha fatto si che le sostanze nurtitive assunte nell’arco della giornata non erano abbastanza in paragone alle calorie bruciate. Non ottenevo i risultati che volevo in gara e sopratutto avevo sempre e solo sonno a qualsiasi ora del giorno. 

Avevo voglia di un reale cambiamento. Volevo vedere dei miglioramenti dopo i miei allenamenti e volevo poter restare sul divano fino alle 9 senza addormentarmi e godermi un po’ mia figlia.

Inizio quindi a nurtirmi di nuove conoscenze. Nel frattempo continuo ad allenarmi. I libri non bastano, tant’è che faccio tre mesi senza ciclo mestruale. Amenorrea sportiva.

Sapevo di aver esagerato. 

Tutto questo mi convince ad andare a bussare ad un esperto biologo nutrizionista. Conosco quindi il Dott. Enrico Camillucci, che opera su sportivi sia in Italia che in Engadina. 

Perchè sono andata dal nutrizionista? 

Negli ultimi mesi, la mia routine quotidiana ha subito tantissimi cambiamenti. Ritmi e orari diversi che hanno messo a dura prova la mia organizzazione. Vi confesso che alcune volte è capitato di andare a letto senza cena, perché le uniche forze a disposizione erano quelle per raggiungere il letto. 

Sono umana anche io e ho sentito la necessità di rivolgermi a qualcuno che raddrizzasse il tiro. Un dubbio erano per esempio gli spuntini: avevo bisogno di capire come strutturarli per essere bilanciati con tutti i pasti della giornata. 

L’incontro con il Nutrizionista è iniziato con un’anamnesi iniziale. Abbiamo parlato della mia storia medica e dei motivi che mi hanno portato da lui. L’anamnesi fisiologica ha riguardato in particolare le abitudini di vita e le funzioni fisiologiche, ad esempio quanta acqua bevo al giorno. 

Si è passati poi all’analisi della composizione corporea, per avere un quadro completo della situazione.

L’impedenziometria è una tecnica usata per l’analisi della composizione corporea. Ci si sdraia supini sul letto e il Nutrizionista provvederà ad applicare degli elettrodi nella mano e nel piede. Una volta attivato il macchinario, il corpo verrà attraversato da una micro corrente ad alta frequenza, di circa 50 KHz. Nel corpo ci sono diverse cellule: alcune si fanno attraversare facilmente perché contengono acqua; altre cellule, come il tessuto adiposo, oppongono invece un po’ di resistenza al passaggio della corrente. Queste informazioni bioelettriche di resistenza e reattanza vengono associate al peso, all’altezza, al sesso e all’età e forniscono, attraverso software specifici, informazioni sulla nostra composizione corporea.

Spazio poi alle domande dedicate alle mie abitudini alimentari, per quanto riguarda:

  • la frequenza di consumo della maggior parte degli alimenti;
  • il modo nel quale gestisco la mia alimentazione nell’arco della giornata;
  • la qualità dei vari pasti

Fatte queste analisi e valutazioni, è il momento dell’interpretazione dei risultati e della stesura del piano alimentare personalizzato.

Se siete curiosi di sapere i risultati e quali modifiche sono state apportate alla mia alimentazione, condividi l’articolo e scrivilo nei commenti.

 

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