Milano Relay Marathon 2019: WHY NOT?

Ho iniziato a correre nel 2013 un po’ con l’obbiettivo di accompagnare alcune amiche a delle gare, un po’ con l’obbiettivo di trovare un altro sport che faceva al caso mio dopo anni e anni di equitazione e uno stop forzato. 

Non sono mai stata una persona in grado di stare ferma. Alla fine siamo fatte di anima e corpo e il corpo non ascoltato grida i suoi bisogni. Segretamente sapevo di aver perso qualcosa che amavo molto: lo sport e i suoi valori. 

Come spesso capita però la mia decisione di cambiare sport incontra la scetticismo delle persone che mi volevano più bene. Non fermandomi davanti ai giudizi altrui, inizio a fare delle piccole gare locali e prendo la decisione di correre la maratona di Berlino. Dovevo fare leva solo sulle mie forze poiché nessuno credeva in me. Contraddicendo tutti, corro dopo Berlino molte altre gare.

Inutile dire che da quel momento non mi sono (quasi) più fermata. Dico quasi soltanto perché “di mezzo” c’è stata una gravidanza che mi ha fatto dare alla luce una bambina bellissima.  

Dopo il parto sono tornata più forte e in forma di prima. Ed è proprio per incoraggiare le donne come me,  che ho deciso di correre questa domenica la Milano Relay Marathon con altre tre ragazze.

Loro sono Laura, Francesca e Alessia. Donne in carriera o madri o addirittura entrambe le cose. La nostra squadra si chiama WHY NOT? e loro vi raccontano brevemente la loro storia. 

Laura Palluello 

Runner livello beginner. Niente talento innato, ma tanta passione. Poco veloce, ma testarda e resistente. La forza di volontà mi ha fatto tagliare traguardi che sulla carta erano totalmente impensabili. Quella stessa forza di volontà mi sta portando a cambiare la mia vita in un percorso difficile e pieno di imprevisti, e la corsa come metafora della mia vita è molto calzante. Niente mi arriva gratis, ogni metro conquistato è frutto di sudore e fatica. Forse proprio per questo amo correre. Perché sull’asfalto come sulle alte cime mi alleno a non mollare, a non fermarmi finché quel dannato traguardo non è raggiunto. 

Francesca Pistocchi 

Ho iniziato a correre un anno fa proprio in occasione della Milano Marathon. Mai fatto nulla prima anzi fare solo un kilometro mi sembrava tanto. Ho iniziato perché Laura mi ha coinvolto. Nel corso di questi mesi ho poi scoperto di aver bisogno della corsa per sentirmi felice. E’ mentre corro che sembra che ogni problema se ne vada o comunque sia facile da risolvere. La corsa mi sta insegnando a non mollare e a credere che posso raggiungere i miei obbiettivi. In realtà amo la solitudine, ma condividere la corsa con il mio bimbo e il mio fidanzato (anche se quest’ultimo mi irrita perché è sempre più veloce di me) è sempre un momento un po’ magico. 

Alessia Anedda

RunLover and much more. Dalle mezze punte alle mezze maratone  passando dal mare della Sardegna alle strade della city meneghina.

Un vero abisso a pensarci ma la passione per la corsa è nata proprio nella città che diede i natali ad una indimenticabile donna, Alda Merini, che in uno dei suoi versetti recitava: beati coloro che si baceranno sempre al di là delle labbra, varcando il confine del piacere, per cibarsi dei sogni.

Questa è per me l’essenza della corsa: non smettere mai di sognare, di lottare per i propri obiettivi  con sacrificio, passione e dedizione.

Le emozioni che si provano mentre si corre sono molteplici e i pensieri che fluiscono durante una  sessione di allenamento lasciano spazio solo alle cose belle.

La motivazione è uno scambio di energia disarmante; partire scarichi o con poca verve e dopo la prima mezz’ora di corsa attendere che quel senso di benessere e di soddisfazione si impossessi di te e del tuo  corpo per sentirti poi in grado di affrontare qualunque cosa con il sorriso.

 

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