Manuale della mamma sportiva imperfetta: come anche io (non) ce la faccio

“Deve arrangiarsi con tutto l’istinto che la natura le ha messo in corpo. A volte si centra il bersaglio, a volte no. Abbiate pazienza, una mamma non può anche incarnare il personaggio di Guglielmo Tell, anche ci riesce bene metterci nei panni di Robin Hood: ci priviamo di diverse cose pur di darne altre ai figli. Ecco, l’importante non è fare centro o meno. L’importante è di quanto amore sia carica la freccia”.

La stanchezza di una madre (sportiva)

La stanchezza della madri (sportive) si si accumula piano. In anni di palestra per sollevare pargoli urlanti, corse disperate in una vita sempre in ritardo. In pasti ingurgitati in piedi attaccate al termosifone, in discussioni infinite per mettere una tuta da sci e in piccoli insignificanti problemi giornalieri.

Ebbene, se molti pensano che le mamme sportive abbiano qualche marcia in più perché sempre attive e organizzate vi dico che sono tutte balle. La maggior parte sono magre perché sono fortunate o forse troppo stressate. Nemmeno noi ce la facciamo. E lo dimostra la mia assenza di quasi due mesi da questo blog e il fatto che le scale le prenda perché a casa non ho l’ascensore.

La stanchezza di tutte le madri ti fiacca dall’interno. Cerchiamo di vivere, di occuparci di noi stesse, di amare, di alimentare passioni, interessi, amicizie. Di mantenerci in salute e in forma, di non trascurare il proprio benessere. È la stanchezza di tutte. A cui, però, si aggiunge l’onere struggente dei figli da crescere e gli impegni sportivi di una carriera amatoriale o agonistica che sia.

La stanchezza delle madri, in un certo senso, non passa mai. Aggiungiamo poi la “brillante” idea di fare anche dello sport e di voler competere. La mamma sportiva è infatti una competitrice scientifica: studia come e quanto allenarsi, il regime alimentare, le strategie per guadagnare più tempo…E puntualmente manda a monte qualche giorno dopo tutti i piani fatti in precedenza e cena con del panettone.

Come gestire stanchezza e sport

La mamma sportiva va per la propria strada. Spesso il marito la lascia fare, perché spesso non ha la voglia di opporsi. Quando la voglia di sport della consorte passa il limite, si limita a pensare “Crescerà” – ovviamente non sto parlando della madre ma della figlia. Crescerà a tal punto da non volere più affrontare un trekking a mezzogiorno in Grecia sotto il sole ed emigrerà in una remota università dove non praticherà sport più faticosi degli scacchi. E il sogno della madre rimarrà sempre quello di vedere la figlia su Eurosport.

In effetti è proprio complesso gestire il tutto. Ne ho le prove. Ma a distanza di tre anni con le imprecazioni e qualche momento di sconforto e isteria è arrivata anche un po’ di riappropriazione di me stessa come donna e non solo come mamma.

Non riesco a fare tutto. Non riesco ad essere sportiva, mamma, moglie, donna, lavoratrice tutto insieme. Spesso alcuni dei miei ruoli vengono a meno per lasciare più spazio ad altri, ma ho imparato ad accettarmi e a stabilire delle priorità. Esempio: è più importante aiutare un’amica che andare al corso di nuoto del lunedì, è più importante portare mia figlia a sciare piuttosto che andare in palestra e così via… Sarò sicuramente meno in forma fisicamente, ma pensare di fare del bene mi rende una persona felice. E poi, non nego che a volte lascio mia figlia un’oretta in più all’asilo per andare a correre. E sono tutti contenti. Che male c’è?

E mi sono accorta di essere molto meglio anche come mamma per Sofie.  Ho più energie (sarà merito del magnesio), più slancio e capisco molto bene chi mi ha sempre detto che non conta molto la quantità del tempo che si dedica al figlio, ma la qualità di questo. E la qualità di questo tempo è tanto meglio, aggiungo io, se a darla è un genitore che cerca di mantenere un equilibrio con le attività che lo hanno caratterizzato fino ad oggi.

Pertanto…Che l’inverno sportivo abbia inizio (al meglio di come possiamo farcela)!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *