Limone Extreme: il racconto della mia Skyrace

Ho sempre pensato che fosse meglio fare poche gare, ma prepararsi bene. Purtroppo però, mi ritrovo in un periodo strano della mia vita sportiva e spesso e volentieri mi manca del tempo per fare l’allenamento che vorrei.

Riprendere è impegnativo

Per ragioni di tempo avevo quindi accantonato la corsa in montagna da qualche mese. Mi ero dedicata a lavori di velocità e resistenza che richiedono meno tempo dell’allenamento in montagna, al nuoto e ai miei corsi di ginnastica.  Ritornare a correre in salita non è stato facile. Se poi aggiungiamo il maltempo del fine settimana, il quadro non è dei migliori. 

Il mio cervello mi ha detto più volte di stare a casa e di non andare a farmi del male all’autostima. Fino all’ultimo speravo quasi di lavorare, per crearmi un alibi che guida molte persone nelle decisioni di fare del movimento. 

Quante volte vi è capitato di raccontarvi una scusa? 

Invece il sabato non mi viene assegnato nessun corso e così sono libera.  Tramite l’Associazione Donna4skyrace di cui faccio parte, ho prenotato un albergo a Limone sul Garda e mi sono iscritta alla Limone Extreme. La gara che in teoria non avrei dovuto fare.

Limone Extreme 

Venerdì salgo in macchina e parto così per Limone sul Garda. All’arrivo incontro la mia futura compagna di stanza Caterina e Daniela, di Donna4Skyrace, e insieme decidiamo di andare a mangiare una pizza. Menù pre-gara perfetto, o quasi: pizza mozzarella di bufala e pomodorini e un bel tiramisù. Tutto quello che non avrei dovuto fare, ma che, consapevolmente ho fatto.

Voglio vivere la vita, tutta. Oltre ad essere un periodo atleticamente down, è un periodo in cui l’umore non riesce a stare alto. Per questo tutto prende un senso: la gara, le mie compagne di gara, il lago di Garda (uno dei miei posti preferiti in assoluto). 

Mi godo il tramonto dal balcone dell’Hotel Europa e insieme a Caterina decidiamo di mettere la sveglia presto per fare colazione. 

La gara

Ci svegliamo presto. La colazione è perfetta. Qualche passo e siamo di fronte al lago per la partenza. Il tempo non è dei migliori e fa abbastanza freddo. 

La pioggia non è riuscita a rovinare la finalissima di Migu Run Skyrunner® World Series andata in scena per la prima volta nella formula SkyMaster su un percorso tecnicissimo di 29km con oltre 2600m di dislivello positivo. Per noi amatori il giro è stato un tantino più corto e ad attenderci c’erano 23km per 2052m di dislivello positivo, che visto il maltempo sono stati ridotti a 21km con 1900m D+. 

L’anno scorso avevo partecipato alla 10km e avevo fatto un bel risultato, migliorando di 7minuti sull’anno precedente. Sono consapevole che quest’anno non sarà così. Le gambe sono pesanti e il maltempo non mi mette di buon umore. Mi faccio trascinare dalla compagnia. 

Non mi importa e parto. Mi lascio andare e mi libero di tutti i pesi possibili. Alla prima, lunga salita, sento che non sono al top e aspetto, come mi ha insegnato il trail. Aspetto e vado al risparmio, rimango fresca, passo corto e battiti sotto controllo. Sorrido.

Mi giro e vedo dietro di me, in salita, la mia compagnia di stanza Caterina. 

Sono ancora fresca e leggera e mi dico che al decimo sarebbe iniziata la gara. Caterina mi raggiunge alla fine di una salita ripidissima. 

A quanti chilometri siamo? Chiedo insofferente. 

Credo abbiamo fatto il quinto. 

Cosa? Commento disperata. 

Sono però ancora in forma. Ho solo molto freddo vista la pioggia. 

Arrivata a Cima Mughera il vento soffia forte. Il maltempo è così forte che intorno a me vedo solo nebbia. La salita “vera” è finita e inizio ad aumentare il passo, correndo tra le pozzanghere. Caterina rimane indietro e mi recupera nella salita successiva. 

Al dodicesimo chilometro circa inizia a girarmi la testa. Mi faccio strada tra il fango che mi rallenta e non sento più le mani. Caterina avanza. Sono rimasta sola. In preda al freddo ho una piccola crisi ed arrivo fino al prossimo ristoro, al quale mi fermo una decina di minuti per scaldarmi. 

Mi rimetto in moto e riparto. Va meglio, ma non sono in forma. Sono talmente bagnata che i vestiti mi si sono appiccicati addosso. Avevo dei vestiti di ricambio nello zaino, ma anch’essi si sono bagnati vista la pioggia. 

Ritorna un tratto pianeggiante ed incontro Tatiana, una ragazza molto in gamba che scrive per alcune importanti testate. 

Ciao Anais, mi dice. 

Ero talmente in trans che non l’avevo nemmeno riconosciuta. 

Scambiamo due battute, facciamo qualche salita insieme e poi ognuna per la sua strada. La ritroverò poi all’arrivo. 

E in discesa incomincio ancora a rallentare, scambiando una parola con ogni persona che mi supera. E così parlo con Giovanni di Torino, Marco di Roma e Sybille dall’Inghilterra per poi fare i miei ultimi chilometri in compagnia di una ragazza. 

Tu sei di Donna4Skyrace Lombardia?

Annuisco senza fiato. Mi fa male il ginocchio. 

Io sono di Donna4Skyrace Piemonte. 

Grande!

Per farle i complimenti il fiato lo trovo. 

E così arriviamo al traguardo insieme. Completamente cosparse di fango. 

Finisco la gara in 4h56′. Durissimo colpo alla mia autostima. Avevo stimato molto meno. 

Sono andata al risparmio visto il freddo e i giramenti di testa, ma sono arrivata serena e contenta. 

Il pomeriggio si è concluso con un tè caldo e vestiti prestati da altre ragazze dato che i miei erano fradici.

Smette di piovere ed è ora di rientrare. 

Per il terzo anno la Limone Extreme mi ha regalato emozioni. 

Grazie al cielo ho avuto il coraggio di correre!

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